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Donatella

Donatella

COME TI CHIAMI?

Ciao a tutte… mi chiamo Donatella

Come hai iniziato a cucire?

Mia mamma faceva la sarta e lavorava in casa, da quando sono nata il rumore della macchina da cucire accompagnava le giornate e spesso le notti, lei lavorava tanto di notte quando la casa sonnecchiava.
Intanto crescevo, il tavolo in cucina era sempre condiviso con stoffe, modelli, fili, forbici  e io che facevo i compiti. Una volta gli inverni erano più freddi, passavo tanti pomeriggi in casa con lei che lavorava e così iniziò a darmi un pezzettini di stoffa per fare il vestito alla mia bambola.
Ho sempre cucito, anche quando mi sono sposata e da Torino sono venuta a Firenze.

Come la creatività ha cambiato la tua vita?

A Firenze il primo regalo di mio marito fu una macchina da cucire, avevo 23 anni e così ho iniziato da autodidatta, facendo: il primo vestito premaman, le tende in cucina, la tovaglia da aggiustare, il vestitino ai bambini, non riuscivo mai a fare quello che il progetto prevedeva, modificavo qualcosa, aggiungevo, toglievo. Un’amica un giorno mi ha portata in un negozio di patchwok e qui è nato un amore,  anche tanta amicizia, oggi siamo un gruppo di 6 amiche che ci troviamo a cucire, condividiamo progetti,  piccole difficoltà, si è creato tra noi un legame che ci unisce non solo per cucire  siamo sempre in contatto e ci sentiamo quotidianamente. Quando sono davanti alla macchina da cucire il tempo  si ferma, passano ore  e non me ne accorgo e quando esco dalla mia stanza sono felice, soddisfatta appagata.

Raccontaci la tua storia

La mia storia: sono nata in una casa dove in un angolo, di una piccola cucina, c’è sempre stata la macchina da cucire, sono cresciuta con il suo rumore, di giorno e spesso  la notte. Fino a 15- 16  non mi sono mai comprata un vestito perché mia mamma me li faceva, quando sono diventata grande ho iniziato a farmeli da sola e quando i figli, il lavoro, non mi hanno lasciato più il tempo per cucire, ho scoperto che cucire per me, era la cosa più bella da fare.

Cosa diresti alla te di ieri?

Alla me di ieri? direi: “peccato che non lo hai fatto prima”
Oggi a tutte le persone che incontro e che racconto del mio rapporto con il patchwork e il cucito creativo, lo faccio con il sorriso sulle labbra e nel cuore, mi sento di avere qualcosa in più.

Che incoraggiamento daresti a chi ci legge

A chi legge direi la mia esperienza mi ha dato: sicurezza, per le mie capacita di realizzare qualcosa di veramente bello; orgoglio, perché quando fai vedere i tuoi lavori senti “Ma che bello, hai le mani d’oro”; non mi sento sola, perché ho trovato tanta amicizia e l’impegno di fare, vedere e condividere è veramente un momento tuo, solo tuo.